Risonanza Magnetica ad alto campo

E’ una moderna tecnica diagnostica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano.

La RM utilizza onde radio e campi magnetici e pertanto non presenta esposizione a radiazioni ionizzanti.
Per eseguire l’indagine, al paziente, posizionato all’interno della macchina, è richiesta l’assoluta immobilità. È previsto un sistema di interfono che consente di comunicare con l’operatore. Prima di accedere all’esame il paziente riceverà un modulo di consenso informato per escludere le poche controindicazioni assolute e relative. In particolare dovrà essere accertato che non vi sia presenza di pace-maker cardiaco, pompe di infusione interne, neurostimolatori, schegge metalliche all’interno del corpo e in particolare in vicinanza degli occhi, clips metalliche a seguito di interventi chirurgici al cervello o al cuore, protesi all’orecchio interno.

Prima dell’indagine è necessario depositare oggetti di metallo, orologio, schede magnetiche, lenti a contatto, chiavi, monete e tutt’altro di metallico indossato e asportare cosmetici dal volto. A discrezione del medico ed in relazione al tipo di patologia da studiare, potrà essere somministrato un mezzo di contrasto (m.d.c.) per via endovenosa.

La RM prevede un vasto campo d’applicazione che consente studi dell’encefalo, colonna vertebrale, torace, addome, articolazioni, vasi e studi avanzati tra i quali:

Entero-RM

L’Entero-RM è una metodica non invasiva di imaging che, attraverso l’impiego di un potente campo magnetico e impulsi di radiofrequenza, un mezzo di contrasto neutro assunto per bocca e un mezzo di contrasto paramagnetico iniettato per via endovenosa, consente di studiare il piccolo intestino, visualizzandone il lume e la parete.

Potranno, in alcuni specifici casi, essere somministrati farmaci antispastici per via endovenosa (ad esempio il Buscopan) prima dell’esecuzione dell’esame per ridurre la motilità intestinale.
Tale metodica, che non utilizza radiazioni ionizzanti, è particolarmente indicata nello studio delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (ad esempio il morbo di Crohn).

RM del cuore

E’ una nuova tecnica di imaging che consente la valutazione multiplanare e multiparametrica del cuore. Infatti con la RMC è possibile valutare il volume, la massa e la funzione contrattile ventricolare, distinguere le differenti componenti tissutali (utile nella caratterizzazione di masse intra e paracardiache) ma soprattutto identificare la presenza, la sede e l’estensione transmurale della necrosi miocardica in pazienti con malattia ischemica.

Le principali applicazioni sono: cardiopatia ischemica, cardiomiopatia dilatativa, ipertrofica, restrittiva, studio del ventricolo destro (displasia aritmogena), cardiopatie congenite, masse cardiache o paracardiache.

Si ottengono immagini 2D e 3D ad alta definizione ed acquisizioni cine (dello studio della funzionalità valvolare, ventricolare, ecc..) senza utilizzo di radiazioni ionizzanti o mezzi di contrasto potenzialmente nefrotossici.

RM mammella

La RM ha mostrato elevata accuratezza diagnostica nel riconoscimento delle neoplasie della mammella, identificando la presenza di neoangiogenesi tramite le curve di ehnancement dopo somministrazione di mezzo di contrasto.

La tecnica viene impiegata nella ricerca del tumore primitivo in pazienti con mammografia ed ecografia dubbie, nell’identificazione della patologia tumorale multicentrica-multifocale, nel sospetto di recidiva locale, nella risposta alla chemioterapia e nello screening in donne ad alto rischio genetico.

Ulteriore indicazione è il follow-up di impianti protesici.

RM Whole Body

La tecnica Whole Body in Risonanza Magnetica, con bobina dedicata e movimento automatico del tavolo, permette di acquisire immagini dell’intero corpo in tempi brevi e in un solo esame, con un elevato dettaglio morfologico nei tre piani.

Questa innovativa tecnica è un importante mezzo d’indagine nella ricerca dei tumori e delle metastasi grazie all’imaging MR-DWIBS che fornisce informazioni funzionali ormai comparabili alla TC-PET con il vantaggio di non utilizzare radiazioni ionizzanti.

L’imaging in diffusione (MR-DWIBS) descrive la diffusione dell’acqua intra ed extracellulare in relazione a fattori di costrizione dei tessuti (membrane cellulari, viscosità).

Quando presenti, i moti diffusivi producono una perdita di intensità di segnale (IS) nelle acquisizioni DWI; nel caso di una loro riduzione può essere viceversa osservato un incremento di IS.

La possibilità inoltre di esplorare l’intero corpo si è mostrato particolarmente efficace negli studi angiografici consentendo una valutazione panoramica di tutto il sistema vascolare utile in particolare nello studio della patologia aterosclerotica notoriamente sistemica .

L’indagine Whole Body RM, che ha una durata complessiva di circa 50 minuti, richiede da parte del Medico Radiologo una profonda conoscenza della metodica oltre la disponibilità di apparecchi performanti.

RM della prostata multimodale con bobina endorettale

La Risonanza Magnetica contribuisce alla diagnosi della patologia prostatica offrendoci una visione anatomica della ghiandola con la possibilità di riconoscerne alterazioni della struttura che si traducono con variazioni del normale segnale, fornendoci importanti informazioni anche sugli organi vicini quali le vescichette seminali , la vescica, il retto oltre alle strutture ossee.

L’indagine viene eseguita con apparecchi ad alto campo (1.5 T) e con l’utilizzo contemporaneo di una bobina addomino pelvica posizionata intorno al paziente e di una bobina endorettale che, essendo vicina alla ghiandola, è in grado di rilevarne anche minime alterazioni strutturali.

La Risonanza Magnetica morfologica, ovvero quella convenzionalmente adoperata, ha una buona sensibilità (capacità di distinguere il normale dal patologico) ma una specificità relativamente bassa (capacità di distinguere patologia benigna da maligna). Pertanto nel nostro Centro si esegue, come indicato dalla letteratura, la RM multimodale che, in un unico esame, non invasivo, della durata di circa 25 minuti, comprende:

  • Studio dinamico di perfusione: il mezzo di contrasto, iniettato per via endovenosa, individua il tumore sfruttando la “ neoangiogenesi neoplastica” (incremento dei vasi sanguigni nel tumore rispetto al tessuto normale) che si caratterizza con maggiore accumulo di m.d.c. e quindi incremento del segnale rispetto al tessuto sano.
  • Studio di diffusione: la maggiore cellularità e la riduzione degli spazi extracellulari nelle lesioni maligne determina una ridotta diffusione dell’acqua con incremento d’intensità del segnale di costrizione che rappresenta un parametro quali/quantitativo per differenziare il tessuto benigno dal tessuto prostatico maligno.
  • La spettroscopia: fornisce informazioni metabolico-funzionali di derivazione biochimica. Il citrato (Ci) costituisce un metabolita terminale del ciclo di Krebs che in condizioni fisiologiche rappresenta una delle principali sorgenti energetiche cellulari. La creatina (Cr) si eleva negli stati ipermetabolici. La colina (Cho), componente molecolare delle membrane, aumenta nelle situazioni di elevato turnover cellulare quali i tumori e le infiammazioni. Alterazioni del fisiologico rapporto tra questi metaboliti sono indicative di neoplasia con esatta correlazione tra i dati spettroscopici ed il Gleason score della malattia.